Edith Holden, una signora inglese del primo Novecento. Questo diario è stato trovato, negli anni’70 del secolo scorso, in una casa borghese di campagna nel Warwickshire. L’autrice è una sensibile disegnatrice di 35 anni dall’animo poetico, esperta naturalista, insegnante d’arte che, per colmare le sue giornate solitarie, si aggira a piedi o in bicicletta per la campagna, osservando ogni minimo cambiamento della natura. Ogni giorno sul suo quaderno annota ciò che vede, disegna uccellini, farfalle, amenti e fiori, a seconda della stagione; qualche volta cita poesie o detti.
Non parla mai di sè.
La prima pagina inizia con una poesia di Byron:
“ Sulle rupi sedersi e ai torrenti / e agli abissi pensando, lentamente…”
Di Gennaio dice che il mese prende il nome dal dio romano Giano, rappresentato con due facce rivolte in direzioni opposte: l’una guarda all’indietro, verso l’anno trascorso, l’altra in avanti, verso quello che inizia. Disegna e dipinge ad acquerello alcune cinciallegre, una gallinella d’acqua, le foglie morte della quercia e dell’olmo.
Giorno dopo giorno si dipana la sua vita che, a stretto a contatto con la natura, sembra serena.
Inizia Febbraio con alcuni versi di Wordsworth:
“C’è un albero di tasso orgoglio di Lorton Vale,/…….solitario, avvolto dalla propria oscurità;…..Albero solitario, enorme, di così profonda / malinconia!
Del 12 febbraio 1906 ( esattamente 104 anni fa!) scrive:
“Oggi sono andata di nuovo al bosco delle viole; …Il terreno nel bosco è coperto di giovani pianticelle di ranuncolino muschiato. Sulla strada di casa ho raccolto alcuni fiori di ginestrone…”
E così tra note, versi e disegni bellissimi si arriva al 31 dicembre, senza scoprire nulla di lei.
Edito nel 1979 questo diario è stato stampato riproducendo in ogni pagina la scrittura e i disegni originali. E’ stato anche fedelmente riprodotto l’invecchiamento della carta.
E’ un libro unico, un gioiello.
Lo apro spesso per guardare i disegni e per confrontare le date della mia vita con la sua, soprattutto per sapere, attraverso i suoi appunti e acquerelli, che la Natura è viva, sempre, anche nel freddo dell’inverno.
Edith annegò nel Tamigi nel 1920 vicino a Kew Gardens, sembra per aver cercato di raggiungere un ramo di gemme di castagno.
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