venerdì 13 gennaio 2012

Anna Kulishoff: la dottora dei poveri.

Precocissima rivoluzionaria, anarchica, socialista internazionalista, infine soprattutto femminista, Anna Kuliscioff è una figura straordinaria che campeggia nella storia delle idee del primo novecento.
Si legò sentimentalmente a due importanti uomini politici italiani, Andrea Costa, prima anarchico poi fondatore del Partito Socialista, da cui ebbe una figlia, e Filippo Turati, giornalista e leader del socialismo italiano.
Ma la vita e le opere della Kuliscioff furono intimamente politiche in ogni aspetto.
Come medico, specializzata in ginecologia, scoprì l'origine batterica delle febbri puerperali, contribuendo a salvare la vita di milioni di madri che morivano dopo il parto per incuria ed ignoranza.
A Milano la "dottora dei poveri" per tutto il giorno riceveva visite o si recava di persona nei quartieri più poveri della città venendo a contatto con le peggiori condizioni di miseria.
Come attivista politica sostenne sempre i diritti dei lavoratori, soprattutto dei bambini e delle donne. Secondo la Kuliscioff solo attraverso il lavoro e l’indipendenza economica, la donna avrebbe conseguito la propria libertà e dignità pari all’uomo, per potersi affermare nella vita politica e sociale. Questi rappresentavano i principi basilari che la Kuliscioff espose nella sua teoria "Il monopolio dell’uomo" che ottenne grande risalto nei corsivi di Critica Sociale, la rivista fondata da Filippo Turati.
La Kuliscioff pagò un prezzo molto alto per le sue idee politiche e sociali: conobbe il carcere duro e si ammalò di tubercolosi, per non parlare dell'esilio dall'amata Russia, che fu costretta ad abbandonare molto presto. Probabilmente le sue idee sulla parità dei sessi, mutuate dal pensiero dei nichilisti russi, minarono il suo rapporto con l'amato Andrea Costa, che invece era tradizionalista.
Con le donne e per le donne la Kuliscioff continuò a lottare per tutta la vita, e alla figlia Andreina, avuta da Costa, trasmise valori di altruismo, libertà e amore, tanto che l'erede di due rivoluzionari e atei, crescendo diventò profondamente cattolica e sposò un giovane della borghesia milanese.