venerdì 9 settembre 2011

Vita di Angelica Balabanoff, la donna che ruppe con Mussolini e Lenin

Poliglotta, colta, proveniente da una ricchissima famiglia ebrea ucraina, Angelica Balabanoff abbandonò ogni cosa per dedicarsi totalmente alla causa socialista e del proletariato. 
Viaggiò in tutta Europa e negli Stati Uniti attraversando due guerre mondiali e una rivoluzione, quella bolscevica, accanto a Lenin e Trockij, di cui presto comprese però la natura tirannica. "Sei un'indomita moralista", le disse Lenin quando lei abbandonò Mosca nel 1921. Cocciuta e allergica al potere, fu la "talent scout" di Benito Mussolini, che portò al vertice del Partito socialista italiano e alla direzione dell'"Avanti!", per poi pentirsene amaramente quando lui tradì il partito: da questa contrastata relazione nacquero i suoi libri più famosi, tra cui "Il Traditore". 
Eppure questa donna non comune, femminista della primissima ora, amica di Rosa Luxemburg e dei maggiori esponenti del socialismo mondiale, è rimasta una figura storica di secondo piano, dimenticata e sottovalutata. Finora non era stata mai raccontata la sua straordinaria avventura esistenziale e politica, segnata dalla maledizione che la madre le lanciò quando lei decise di tuffarsi nel vulcano della rivoluzione e dalla damnatio memoriae di comunisti e socialisti per la sua adesione alla socialdemocrazia, in odio allo stalinismo. 

MAI SONO STATA TRANQUILLA

Quando nell'ultim'ora della mia vita

Dinnanzi a me sorgerà il quesito

Perchè ho vissuto

Perchè ho lottato,

Che scopo alla mia vita ho dato,

Allora dalla mia bocca già dal dolore ammutolita

Come il sangue di una profonda ferita

La Verità uscirà...

Per la verità ho lottato

La menzogna l'ho odiata

Con coloro che con fatica immane

Si procurano un pezzo di pane

Ed altrui danno abbondanza e sfarzo

Sempre sono stata

Ed essere e lottare ho voluto

Con coloro che con callose mani

All'umanità preparano un dimani

Di giustizia, di libertà.

Goder non ho nè potuto nè voluto

Nè mi sono rassegnata

Nè piegata

Nè il mio cuore nè la mia mente

Sono stati indifferenti

All'altrui dolore

Perchè mai sono stata tranquilla

Ma oggi tranquilla

Muoio

giovedì 1 settembre 2011

“Quelli che portano via la carne dalle tavole

“Quelli che portano via la carne dalle tavole
Insegnano ad accontentarsi
Coloro ai quali il dono è destinato
Esigono spirito di sacrificio.
I ben pasciuti parlano agli affamati
Dei grandi tempi che verranno.
Quelli che portano all’abisso la nazione
Affermano che governare è troppo difficile
Per l’uomo qualsiasi.”

Bertolt Brecht