La scomparsa di Saverio Tutino mi ha addolorata quanto quella di un caro amico che si ha avuto la fortuna di conoscere
e che dopo poco ci lascia ingiustamente, senza preavviso.
Ho avuto l'onore di incontrarlo a Pieve S. Stefano, al Teatro dell'Archivio dove Mario Perrotta lo impersonava emozionato sapendolo in sala.
La sua figura esile e incerta nel camminare, i suoi candidi capelli bianchi mi hanno subito ricordato l'immagine di mio padre, da poco scomparso. Ho sentito subito di volergli bene e non sapevo nulla di lui, solo che fosse un grandissimo personaggio, ideatore di quell'intuizione meravigliosa che è l'Archivio dei Diari di Pieve. Poi leggendo la sua biografia ho scoperto tante similitudini con quella di mio padre. Entrambi cresciuti a Milano, coetanei nati a luglio, durante il ventennio vissuti nella Milano antifascista, divenuti entrambi partigiani, Tutino nella Brigata Garibaldi, mio padre dopo la deportazione in Germania nella Brigata Giustizia e Libertà.
Ho quindi sentito una fitta al cuore, ieri sera, quando Loretta Veri e Antonella Brandizzi ne hanno annunciato la morte, il rinnovarsi di un antico dolore sempre presente che anche con l'impegno di mantenere viva la Memoria di questi uomini e di coloro che si sono battuti per la verità e la libertà trova un po' di conforto.
GRAZIE a tutti coloro che continueranno su questa strada.
