martedì 22 marzo 2011

Eccidio delle fosse Ardeatine

Lo avrai camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA


L'attentato di Via Rasella del 23 marzo 1944, attuato dai partigiani romani guidati da Rosario  Bentivegna contro i tedeschi del battaglione SS Bozen, fu un
"legittimo atto di guerra rivolto contro un esercito straniero  occupante e diretto a colpire unicamente dei militari": lo  sottolinea la Cassazione nella sentenza n. 17172 del 7 agosto 2007 confermando la condanna al risarcimento  per diffamazione (45 mila euro) nei confronti del quotidiano Il Giornale che, nel 1996, aveva pubblicato articoli denigratori,  con fatti non veri, dei gappisti e di Bentivegna.

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